– ROMA – Un Margarita? Sette secondi. Un Martini Dry? Sei secondi. Un Mojito? Dieci secondi. Un Manhattan? Otto secondi. Per un locale, dove mediamente un cocktail viene preparato in quattro, cinque minuti, si tratta di una vera rivoluzione. Di fatto come avere 30 bartender che lavorano in contemporanea. Tutto questo è possibile con Mixologica, il primo bartender professionale completamente automatizzato, presentato alla 40esima edizione di Host, Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale di Milano.
Mixologica, al suo debutto nel mercato in due versioni (Joy e Energy), ha indicativamente le dimensione di una macchina da caffè professionale. La macchina, grazie ad un software costantemente aggiornato, dosa, miscela ed eroga fino a 24 tipi diversi di alcolici e fino a 300 ingredienti differenti con precisione e rapidità. Uno schermo lcd permette all’operatore di selezionare il cocktail desiderato tra le ricette esistenti (579 i cocktail pre-caricati), di scaricare nuove ricette o di modificare quelle esistenti per personalizzare al massimo il prodotto. “Non è uno strumento ideato per sostituire il bartender – ha spiegato Bruno Bigaran, ad di Kleos srl, società proprietaria del marchio Mixologica – ma vuole essere un valido aiuto al professionista che opera dietro al bancone. L’esperto di cocktail potrà poi aggiungere il suo estro, decorazioni, migliorare ulteriormente il prodotto con essenze, spezie e tutto quanto dettato dalla sua creatività ma avrà una base pronta in una manciata di secondi invece che in diversi minuti come accade oggi in qualsiasi locale”. I vantaggi sono enormi da molti punti di vista. Innanzitutto dal punto di vista dei tempi di preparazione (e quindi della capacità per un bartender di servire un numero maggiore di clienti). Ma sono importanti anche sul fronte del risparmio economico visto che, grazie alla precisione con cui Mixologica dosa gli ingredienti, non viene sprecata nemmeno una goccia di materia prima. Va considerato infatti che gli sprechi di materia prima per un locale medio si aggirano attorno ad un 15% del totale. Infine di grande utilità per un locale è anche la possibilità di organizzare “serate a tema” pre-impostando i cocktail da eseguire o di consultare analytics dettagliate per scoprire i cocktail più ordinati per serate o fasce orarie. Motore del progetto è la Kleos srl di Pordenone, società specializzata in sviluppo di business ad alto potenziale innovativo. Ad accettare la scommessa di lanciare il primo “bartender automatizzato” è stato il suo amministratore delegato, Bruno Bigaran, ex ad di Franke ed ex presidente della Regione Sud Europa di Franke che ha raccolto e potenziato l’intuizione originaria di Luigi Scinico, partner tecnico del progetto.

 

Leggi l’articolo originale sul sito dell’Ansa.

 

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